Il film Hannah Arendt, diretto da Margarethe von Trotta e interpretato magistralmente da Barbara Sukowa, racconta un periodo cruciale della vita della filosofa e teorica politica Hannah Arendt. Non si tratta di una biografia completa, ma di un ritratto intellettuale e umano intenso, concentrato sul periodo tra il 1961 e il 1964, quando Arendt segue per il New Yorker il processo contro il criminale nazista Adolf Eichmann a Gerusalemme. È proprio in questo contesto che nasce una delle sue idee più controverse del Novecento: la cosiddetta “banalità del male”. Il contesto storico è fondamentale per comprendere l’importanza di questo momento. Adolf Eichmann era uno dei principali organizzatori logistici della “soluzione finale”, cioè la deportazione degli ebrei verso i campi di sterminio. Nel 1960 viene catturato in Argentina dai servizi segreti israeliani e portato a Gerusalemme per essere processato. Il processo del 1961 ha un’enorme risonanza mondiale: per la prima volta, un grande respo...